La nascita di una nuova razza

Posso dire “io c’ero”!

Il 17 dicembre 2022 è stata una data storica per la cinofilia, infatti si è tenuto a Milano il primo raduno ufficiale di quello che probabilmente verrà chiamato “BARBONE ITALIANO“.
Vi chiederete cosa significa..beh, non capita tutti i giorni di assistere alla registrazione di capostipiti di una nuova razza, in più “made in Italy”.
Ora vi spiego meglio questa cosa delle razze canine.
La Federazione cinologica internazionale (FCI) rappresenta le associazioni di allevatori canini di quasi cento paesi del mondo. 
Le razze canine riconosciute dalla FCI sono 342 e ognuna appartenente ad una specifica nazione di origine. 
La stesura degli standard di razza, cioè la descrizione ufficiale di caratteristiche fisiche e comportamentali che un soggetto “ideale” di una determinata razza animale dovrebbe possedere, è responsabilità della nazione da cui la razza proviene, (nel nostro caso, in Italia c’è Enci – sigla che ritrovate anche sui pedigree) mentre la FCI provvede alla traduzione e all’aggiornamento della documentazione nelle lingue ufficiali. I testi in traduzione sono tutti disponibili online.

Le schede degli Standard, dedicate alle razze canine, sono tutte organizzate per datazione e sono categorizzate in dieci gruppi. A volte vengono riaggiornate e modificate.
Ogni scheda riporta brevi cenni storici sulla razza e fornisce qualche indicazione sul comportamento del cane. 
Nella sezione dedicata alla descrizione fisica del razza sono dettagliate le caratteristiche del muso e del cranio, della coda, degli arti e del corpo. Sono inclusi i colori ammessi, i difetti considerati gravi e quelli tollerabili.
Questi standard vengono continuamente rianalizzati poiché nei decenni, per selezione, alcune caratteristiche non si ripropongono più oppure cambia il “gusto estetico”. Per esempio, famoso è il caso del pastore tedesco che negli anni è cambiato moltissimo.
Tornando a noi e, soprattutto, alla mia razza preferita (che se non è ovvio, è il Barbone!!), da secoli esistono sia soggetti monocolore che particolor, cioè a macchie.
Solo quelli monocolore però erano considerati dalla FCI (e anche dall’Enci) come appartenenti alla razza, in pratica anche se simili in tutto e per tutto agli altri Barboni, i maculati non potevano gareggiare alle prove cinotecniche e avere un pedigree ufficiale.

Quest’anno le cose sono cambiate: gli amanti della varietà maculata hanno organizzato dei censimenti e delle valutazioni dei soggetti presenti in Italia, per stilare una pratica da sottoporre all’Enci. Il 17 dicembre 2022 c’è stata la prima valutazione, come per i soggetti monocolore, con la differenza che chi è stato ritenuto un soggetto “tipico” potrà essere ammesso alla lista dei capostipiti di questa nuova razza.
Si è preferito, infatti, differenziare i barboni monocolore da quelli maculati, categorizzandoli in due razze distinte (quindi avranno un percorso di selezione probabilmente differente, nel tempo).
Personalmente mi sarebbe piaciuto vederli sotto la stessa razza, li trovo uguali in tutto e per tutto, ma chi ha la facoltà di fare queste scelte sicuramente avrà i suoi criteri e buoni motivi.
L’evento è storico poiché non è facile riconoscere che una tipologia di cane si differenzia dalle altre e che ha delle caratteristiche talmente riproducibili da poter creare una nuova razza. Il processo è lunghissimo, per niente scontato. Esistono infatti dei cani autoctoni sparsi per il mondo, dove magari all’interno di un territorio si riescono a ritrovare in varie generazioni, se però nessuno si prende carico di prelevare il dna dai soggetti, fare i test genetici e far fare le valutazioni da giudici, quei cani non creeranno mai una nuova razza.

Aggiungo una piccola nota: non solo potrebbe nascere a breve un nuovo tipo di Barbone bensì questa si aggiungerà all’esigua lista di razze italiane, che per ora erano solo 16 (su 342, considerando quanto in Italia ci piacciano i cani da sempre, è veramente poco).
Il Barbone come siamo abituati a vederlo, cioè monocolore, è riconosciuto come francese.
Mi fa sorridere che dobbiamo sempre rimarcare la nostra nazionalità ma questo è nostro tratto distintivo 😀

Eccole qui:

  • Volpino Italiano
  • Piccolo levriero Italiano
  • Bracco Italiano
  • Spinone Italiano
  • Spino degli Iblei
  • Segugio Maremmano
  • Segugio Italiano
  • Segugio dell’Appennino
  • Mastino napoletano
  • Maltese
  • Bolognese
  • Lagotto romagnolo
  • Cirneco dell’Etna
  • Cane da pastore maremmano abruzzese
  • Cane da pastore bergamasco
  • Cane corso

In conclusione, spero che il Barbone italiano venga riconosciuto ufficialmente, nel minor tempo possibile, per poter assistere ancora ai raduni di questi meravigliosi cani.