Il bulldog inglese!
L’ Ente nazionale della Cinofilia Italiana lo descrive così: “Un cane deliziosamente brutto con l’espressione da pugile, che maschera una natura amabile e affettuosa con la famiglia e gli amici”. Direi che ci ha preso!

Comunemente viene infatti ritenuto un cane bruttino, buffo, sgraziato…eppure mi ispira simpatia!
La tipica conformazione rugosa del muso è dovuta alla selezione poiché il bulldog nasce come cane massiccio secoli or sono, sempre più usato poi nei combattimenti contro tori e altri cani specialmente nel 18-19 secolo d.C..
Le rughe sono spesso presenti nei cani definiti “da combattimento” perché rappresentano un deterrente durante la lotta. Non a caso, se un cane viene morso sulla pelle in eccesso salvaguarda organi vitali e intanto ha il tempo di riflettere sul contrattacco.
Ma ce lo vedete un bulldog inglese a combattere contro un toro? Personalmente oggi giorno non ce lo vedrei.
Da quando i combattimenti sono stati vietati ed il bulldog è addirittura diventato simbolo della perseveranza dell’Inghilterra di Churchill (durante la seconda guerra mondiale), questa razza è stata ingentilita e resa popolare. L’aspetto tarchiato e buffo, a volte al limite del sano, si è ottenuto prettamente nel 20 secolo: in rete ci sono molte fotografie che lo dimostrano.
Forse oggi è il carattere a compensare decisamente l’estetica.
Sono cani estremamente sensibili, comunicatori sottili, il loro hobby preferito è sicuramente dormire (con un occhio aperto) ma ogni tanto qualcosa li fa scattare e allora apriti cielo… parte il bulldozer!
Non sono grandi esploratori, si stancano facilmente a causa della mole e della canna nasale corta che fa entrare poca aria, quindi richiedono una buona dose di spirito d’osservazione da parte del proprietario: sono in generale cani “delicati” dal punto di vista medico. È sufficiente farli un po’ masticare, fare magari il gioco del tira e molla tutti i giorni e fare passeggiate solo all’ombra e non troppo prolungate. Tendenzialmente i bulldog sono socievoli col sesso opposto, specialmente i maschi, e in ogni caso bisogna gestire bene gli incontri con gli altri cani: la comunicazione facciale limitata può essere fraintesa e spesso il bulldog viene attaccato dagli altri.
Per la mia esperienza è difficile entrare nel cerchio della fiducia di un Bulldog inglese e la prima regola per riuscirci è non essere insistenti e allo stesso tempo fargli capire che si tiene a lui. Solo così avrà anche piacere di collaborare, altrimenti si rivelerà un vero testone, puntando le zampe.
Questo mese ho avuto la fortuna di lavorare con due bulldog inglesi ed una ve la presento, si chiama Sky!
